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Indagine USA: accesso sempre più limitato agli  informatori medici

Indagine USA: accesso sempre più limitato agli informatori medici


Più della metà dei medici limita le visite ma è aperto ad altri canali

“Ci sono molti nuovi prodotti sul mercato che non sono me–too ma hanno meccanismi di azione innovativi” afferma Susan Dorfman, direttore commerciale di Cmi/Compas, società che ha condotto uno studio su 2.680 medici americani riguardo la loro maggiore apertura verso la comunicazione con le imprese farmaceutiche rispetto agli anni passati.

Si è così evidenziato, quindi, come il 39% degli intervistati – rispetto al 36% del 2014 – afferma di ricevere senza restrizioni gli informatori farmaceutici; aumento in parte imputato, appunto, all’ arrivo di nuovi ed innovativi farmaci.

Secondo l’ indagine di ZS Associates però, oggigiorno la maggior parte dei camici bianchi è disponibile all’ interazione con le aziende attraverso altri canali, come ad esempio internet, in caso di contenuti pertinenti.

Secondo questa prospettiva, la percentuale dei medici che mantiene ancora un contatto interpersonale con gli Isf al fine di restare al passo con le aziende del pharma è crollata dall’80% di solo 7 anni fa, al 54% di oggi.

 

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