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Fusione tra AGN e PFE: quando il botox incontra il viagra

Fusione tra AGN e PFE: quando il botox incontra il viagra

<h1>Le strategie di fusione aziendale vs l’imposta sui redditi </h1>

L’imposta sui redditi d’impresa negli USA è pari al 35%, una delle percentuali mondiali più elevate; a questo si aggiunge anche una altissima tassa sui profitti conseguiti all’estero dalle aziende nazionali, mentre la maggior parte degli altri Paesi tassa solo i profitti ottenuti sul territorio nazionale.

Questa imposta potrebbe essere stata aggirata dalla fusione da 106 bilioni di dollari operata tra il gigante americano dell’industria farmaceutica PFE e la compagnia irlandese AGN, con la creazione della maggior azienda farmaceutica mondiale con un fatturato annuo di oltre 326 bilioni di dollari, secondo quanto riportato da Pharma Letter’s Katie Osborne.

Il meccanismo adoperato dalle due compagnie è l’ inversione aziendale, termine lato che indica lo spostamento del domicilio legale di un’azienda in un Paese con  tassazione minore o in un paradiso fiscale, con il mantenimento però delle operazioni materiali nel nativo Paese a tassazione maggiore.

L’ accordo PFE/AGN quindi verrà strutturato come un’acquisizione al contrario (AGN comprerà PFE, rinominandosi Pfizer Plc e mantenendo quindi la sigla PFE) .

La nuova compagnia sarà guidata da Ian Read che avrà come vice l’attuale capo esecutivo di AGN Brent Saunders; il consiglio di amministrazione sarà poi completato da undici direttori di PFE e quattro di AGN.

La domanda che ora sorge spontanea è se altre industrie seguiranno – o potranno seguire – le orme della PFE prima che il giro di vite internazionale lo renda impossibile.

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